Comune di Tuili

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La palude

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Sant'Antonio Abate

La festa di Sant'Antonio Abate è la principale del paese e si svolge ogni anno nei giorni dal 28 al 30 luglio. In passato in questi giorni, alla fine della mietitura, si svolgeva nel paese un' importante fiera mercato che attirava centinaia di persone sia per motivi commerciali che religiosi. La devozione dei tuilesi è talmente forte che il santo viene festeggiato, in maniera più sobria, anche il 17 gennaio, come da calendario.
Suggestiva ed emozionante, la processione che la sera del 28 luglio parte dalla chiesa a lui dedicata e, accompagnata da Gruppi folcloristici, suonatori di launeddas e dalla confraternita, percorre le vie del piccolo paese, quasi a dimostrare la sua protezione nei confronti di esso.
Numerosa la partecipazione d’agricoltori, allevatori e cavalieri del paese e di quelli limitrofi, che anticipando il simulacro del santo, durante la sontuosa celebrazione religiosa, lo ringraziano e a lui s’invocano.

La Pro Loco da anni si occupa dell’organizzazione della processione.
Numerosissime la bancarelle di rivenditori di merce di ogni genere e di prelibati muggini ed anguille arrosto.  

 Bellissima la descrizione che ne fa il Casalis nel suo dizionario:

"Un vistoso mercato ricorre annualmente nel mese di luglio addì 28 e 29, ne’ quali si celebra la festa di s. Antonio abate, titolare d’una chiesa filiale, situata all’orlo del popolato, il cui piazzale copresi dall’ombra di due fila di grossi ramosissimi olmi.
All’intorno dell’alta muraglia che lo ricinge è un loggiato diviso in 50 botteghe, dove mettonsi le merci di tutti i generi di stoffe; alle quali si aggiungono altrettante tende per i pizzicagnoli. Concorre moltissima gente da’ circonvicini paesi ed anche da luoghi lontani e si fa un grande smercio, massime di utensili domestici in metallo ed in majoliche. Fuori del recinto vedonsi ad una ed altra parte gruppi di altre tende per caffè, liquori e per pietanze cotte, e prossimamente un gran numero di carri con delle botti di vino di ogni qualità; poscia lunghe file di cillonari, cioè venditori di tessuti di lana di fabbrica patria, altrove di mercanti di tele e di lino, in altra parte di venditori di terraglie del paese delle fabbriche di Oristano e di altri paesi. Trovasi una beccheria particolare abbondantemente fornita, quindi botteghe da caffè, rinfreschi e sorbetti, agrumi e tutte sorta di frutta. "

Aggiornato il: 9 aprile 2010
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